"Il segreto è fare tutto come se vedessi solo il Sole. Elisa"

sabato 24 settembre 2011

Le Mont Venoux ci presenta il Mistral!

Andare sul Mont Ventoux non è mai banale. Qualsiasi cosa succeda, è sempre una giornata speciale, che si ricorderà per sempre.
Me lo ricordavo bellissimo, con la sua cima bianca e sassosa, che faceva da contrasto al cielo blu. Allora era una bellissima giornata di sole e calda.



Lunedì, partiamo da Marsiglia con il sole (appunto), e sembra essere una giornata di buon auspicio, ideale per affrontare questo mito del ciclismo.
Ma avvicinandoci a Malaucene mi rendo conto che non sarà così. Il Mont Ventoux, e la sua mistica cima non si vedono, è ricoperto da dense nubi. Altro particolare non indifferente, c'è già un vento interessante in valle, fa freschino, e nulla fa pensare in positivo, purtroppo. 
Decidiamo comunque di provare a raggiungere la cima, dopo il breve trasferimento/riscaldamento in bici a Bedoin, siamo in cinque.
Già, sulle prime rampe una nostra compagna, complice una tendinite alla mano, decide di non rischiare. Con il suo ragazzo decide di ritornare alle auto, ed a me viene l'illuminazione di lasciargli anche quelle della mia, in qunato hanno intenzione di venirci incontro sulla cima. Sarà la nostra salvezza.
Restiamo in tre, e l'ascesa continua tranquillamente fino al Chalet Reeynard, ovvero fino a quando non sparisce la vegetazione, e dovrebbe apparire la cima sassosa. Ma siamo in mezzo alle nuvole (quelle che si potevano osservare dal basso), niente paesaggio, niente ambientazione lunare. Solo vento, il micidiale mistral di cui avevo spesso sentito parlare, inizia a farsi sentire. Di tanto in tanto, ci spara addosso una bella raffica, come a volerci dire, "ma dove pensate di andare voi altri?". E la temperatura cala drasticamente. 
Più ci avviciniamo alla vetta, più le raffiche aumentano di numero, forza ed intensità, e la temperatura arriva allo 0 per poi scendere a -2!
A un chilometro e mezzo dalla vetta, decidiamo di salire in auto, che nel frattempo ci hanno raggiunto. A tener duro probabilmente si sarebbe arrivati anche in cima. A tener duro si poteva pensare di fare gli "eroi". A tener duro si finiva dritti "all'inferno".
Ma che senso avrebbe avuto poi? 
Sono sereno della scelta fatta, scollinando in auto, ho visto ciclisti procedere a piedi. 


Mi spiace solo per chi era con me, che lo affrontava per la prima volta.
Ma ci ritorneremo di certo, e sicuramente sarà una fantastica giornata di sole!




Le Mont Ventoux avvolto dalle nuvole

Uno scorcio degli ultimi km

Le Mont Ventoux con il sole...

3 commenti:

Gab 52s ha detto...

Concordo...Non è mai banale salire su quella montagna! Mi ritengo un fortunato, ci sono stato 3v e sempre con un fantastico sole!!! Vedremo cosa ci riserverà il 2012 ;-)

Gianluca ha detto...

Complimenti Lele, c'è tutto il sapore dell'impresa.
Belle foto !!

a.sala ha detto...

complimenti, bella impresa!
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