"Il segreto è fare tutto come se vedessi solo il Sole. Elisa"
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lunedì 20 ottobre 2008

Giro di Lombardia

[Como 19.10.2008] Ultima gara della stagione. Parto motivato, ci tengo a fare bene, per una serie di motivi: sono più allenato, messo meglio in griglia (pett 400, abbonato challenge), e conosco bene i percorsi.
Pronti via, a manetta, e fino a Montrofano non c’è respiro. A differenza dell’anno scorso, però non vado in crisi e tengo bene il gruppone che poi si snellira al medio-lungo di Oggiono.
A Bellagio, arriviamo circa 5’ dopo il primo gruppo, e le uniche difficoltà sono le continue ripartente dopo rotonde o le “strettoie” causate dalle auto che arrivano in senso contrario. All’inizio del Ghisallo, ho cercato di salire forte e di tenere i più forti, ma poi, mi sono reso conto che la gamba era un po’ affaticata, e quindi ho cercato di salire regolare. Tanto non avendo la gamba per fare la differenza vera, meglio risparmiare le energie. Infatti il tratto Canzo – Solzago, è abbastanza vallonato, ed è stato affrontato molto forte.
Sul Civiglio purtroppo, perdo contatto con il gruppetto, e non riesco a rientrare neanche in discesa. Ci ho provato, ma nello stesso tempo non ho preso rischi assurdi. Mi sono mancati giusto quei 40-50 metri. Ho provato quindi in pianura a rientrare, ma da solo non era fattibile. Sull’ultima salita, San Fermo, accuso qualche crampo, e perdo qualche posizione. Discesa a manetta, e all’ultimo chilometro siamo in 5-6, lanciati a tutta. Una volta sul rettilineo finale, circa 500m, ho raschiato dal barile le ultime energie, e sono riuscito a ripetere l’azione di Cervia…
Il volatone vincente mi permette di conquistare la 103° posizione assoluta in 3h 21’ (20° di categoria).
All’arrivo, una bellissima sorpresa: insieme a mia moglie e figlia, c’erano anche i miei genitori.

Sono molto soddisfatto, e non ho nulla da recriminare. Ho dato tutto, di più sarebbe stato impossibile.
Anche se pensavo di chiudere in 3h 15’, ho comunque abbassato il tempo dell’anno scorso di 5’. Buono perché il percorso è veloce. Rispetto al 2007, sono migliorato parecchio in piano, ma ho perso qualcosa sulle salite:

Ghisallo 30’ 50” (30’ 05” nel 2007)
Civiglio 9’ 36” (9’ 15” nel 2007)
San Fermo 11’ 36” (11’ 12” nel 2007)

venerdì 10 ottobre 2008

Settimana Romagnola

[Monza 06.10.2008] Ho trascorso una settimana di vacanza a Bellaria con la famiglia. Tra un castello e l’altro, una passeggiata in collina o in spiaggia, rilassante nel deserto autunnale, un caffè al Valentino’s Cafè (a Tavullia), per smaltire una dieta a base di piadine e cassoni, ho trovato anche il tempo per fare qualche giro nella campanga romagnola con la mia bdc.

In tutto tre uscite, e la Gran Fondo di Cervia, per concludere in bellezza.
Ma andiamo con ordine.

Album fotografico: http://picasaweb.google.com/MrFlain21/SettimanaRomagnola


Primo giro il lunedì, leggero, in compagnia di due ragazzi del bdc-forum.it. 154km quasi totalmente pianeggianti, le cui uniche asperità sono state Sogliano sul Rubicone da Savignano, e Montevecchio da Borelllo, la salita del Panta. La giornata era fresca, ma un bellissimo sole ci ha accompagnato per tutto il tragitto, e ci ha permesso di godere di ottimi panorami. Mi piace pedalare in questi posti, che sembrano fatti apposta per i ciclisti; sopratutto la strada che da Savignano, porta a Sogliano S.R. passando da Borghi e prosegue a Strigara, perchè, sia a destra che a sinistra la campagna perde a vista d’occhio. Prima di recarmi sul lungomare di Cervia, dove avevo appuntamento, ho approfittato per fare un giro nella campagna pianeggiante, dove ci sono strade tra i campi praticamente deserte, una figata.

Poi da Svignano è iniziata il tratto vallonato: interessante la salita di Montevecchio, duretta, di 4,5km e 314m di dislivello, con pendenze a spesso sopra il 10%. Il resto del percorso fino a Calisese presenta qualche saliscendi tipico della romagna.

Percorso completo: Bellaria - Cesenatico - Montaletto - Borgo Roma - Pisignano - Cervia - Villa Inferno - Villalta - Sala - Gatteo - Savignano R. - Borghi - Sogliano S.R. - Strigara - Bivio Montegelli - Borello - Montevecchio - Oriola - Diolaguardia - Sorrivoli - Casale - Montiano - Calisese - Gambettola - Sala - Gatteo M. - Bellaria

Come da programma, il mercoledì invece ho fatto il Lungo molto impegnativo. La salita clou della giornata era il Cippo di Carpegna, altra salita dove si allenava il Panta, affrontata quest’anno dalla carovana del Giro d’Italia. Oltre al Cippo il menù prevedeva, l’ascesa a Sogliano S.R. da Savignano, seguita dalle salite della 9 colle, Montetiffi, Perticara, Mad. di Pugliano, da dove sono salito ancora verso Serra S. Marco, per raggiungere Carpenga; In ultimo ho affrontato il Colle delle Siepi. Mi sarebbe piaciuto inserire il Barbotto all’inizio e Gorolo alla fine, ma non volevo stare fuori tutta la giornata. Già così sono usciti ben 161km e 3075m di dislivello. Ache durante questa giro ho potuto godere di una giornata fantastica, che mi ha permesso di godere degli ottimi panorami. La salita del Cippo è bella tosta. Sale un pò a gradoni, ed è sempre nel bosco. La strada era sporca, ma l’asfalto è nuovo di zecca. Il giro del Cippo completo (Carpegna-Cippo-Carpegna), è di 15km, è ottimo per allenarsi in salita. Il bello di questi posti è che c’è assenza di auto. L’unica neo della giornata è che mi sono alimentato malissimo, e gli ultimi chilometri per il ritorno a casa sono diventati un calvario, complice il venticello contrario, anche questo tipico della zona.

Percorso completo: Bellaria - S. Mauro - Savignano R. - Borghi - Sogliano S.R.- Ponte Uso - Pietra Uso - Montetiffi - Perticara - Novafeltria - P. Baffoni - M. Pugliano - Serra S. Marco - Montecopiolo - Pietrarubbia - Carpegna - Cippo - Carpegna - Ponte Messa - Novafeltria - Secchiano - Pso Siepi - Stradone - Santarcangelo - S. Mauro – Bellaria

Il venerdì invece, in vista della gara di domenica, ho fatto un giro di ricongnizione della prima parte del percorso della GF, fino a Ville Montetiffi. Faceva freddino, il cielo era coperto, e tirava un forte vento gelido, che mi ha messo in difficoltà prima a Montetiffi, successivamente sulla salita di Gorolo. Però i problemi maggiori li ho incontrati tra Strigara a Borghi, perchè soffiava fortissimo e lateralmente, si faceva fatica a stare in piedi, figuriamoci in bici! La cosa bella di questo percorso è che mi ha permesso di conoscere nuove strade poco battute, e piene di salitelle, spaccagambe. Mi è piaciuta particolarmente quella che porta a Sogliano S.R. dalla Cioca: 3km regolarissimi.

Percorso: Bellaria - S. Mauro M. - S. Mauro P. - Gatteo - Savignano S.R. -Montalbano - Felloniche - Cento - Roncofreddo - Cioca - Sogliano S.R. - Ponte Uso - Pietra U. - Ville Montetiffi - Pietra Uso - Ponte Uso - bvG - Gorolo - Borghi - Savignano S.R. - Gatteo - S. Mauro P. - S. Mauro M. – Bellaria

Arriva il giorno della gara, purtroppo. Purtroppo perchè è anche il giorno del rientro a casa. Trasferimento Bellaria – Cervia in bici, alle 8 di mattina: che Frech!!!! Diciamo che volevo fare un’ottima prestazione, ed alla fine ho finito con l’amaro in bocca. Ho perso subito contatto con il gruppone (che tra l’altro viaggiava ad un’andatura che era alla mia portata), ma causa dei bruschi cambi di direzione della strada, che ad un certo punto ha rotto il gruppo, e sono rimasto imbottigliato tra i Matteoni che non hanno fatto nulla per ricucire; da solo ci ho provato, ma per me era impossibile. Morale della favola è che già sulla prima salita ero tagliato fuori dai gruppi buoni. Praticamente ho fatto quasi tutto il percorso dalla salita di Roncofreddo insieme ad un ragazzo di Como, che ho conosciuto al momento, e gli ultimi 20km in un gruppo di 6 ragazzi. Alla fine, grazie ad un volatone negli ultimi 500m, mi sono classificato 100°assoluti ed 8° di categoria. Il 5° posto probabilmente era alla mia portata.

La Romagna mi piace, un casino, e penso che questo lo si sia capito. Sarà che ci vengo ogni tanto, però girare in questi posti in bici, è sempre molto affascinante. Mi auguro vivamente di tornarci ancora l’anno venturo, per qualche Gran Fondo. Il periodo primaverile ed autunnale in particolar modo, mi affascina, non lo so spiegare il perché.


Che dire ancora, semplicemente, ARRIVEDERCI!!!!

lunedì 22 settembre 2008

GF AVESANI: MONTE BALDO SPETTRALE

[Verona 21.09.2008] Molto suggestiva la partenza e arrivo da Piazza Brà, all'ombra dell'Arena...
Sapevo di avere una buona gamba, quindi pretendevo molto oggi, e volevo un buon risultato.
Alla fine è arrivato, anche se con qualche rammarico, visti tutti gli svarioni durante la corsa.

L'inizio abbastanza tranquillo, dietro la macchina che se la viaggiava sui 40orari. Tutto ok fino al primo strappetto, dove, puntualmente, mi sono fatto trovare impreparato! Stavo mangiando e ho preso un centinaio di metri dal gruppone. Putroppo sono rimasto con altri due, che non ne avevano e mi è toccato fare un'azione alla Cancellara, per rientrare. Questa mi è costata cara, perchè all'attacco della Monte Baldo, non avevo ancora totalmente recuperato, ero ancra nelle retrovie del gruppo, e ho perso subito metri importanti dai primi, e soprattutto dal me amis Gabriele.
Per fortuna la prima parte, è pedalabile, quindi ho avuto tempo per riprendermi, ma non ho voluto forzare, visto che la seconda parte è molto difficile. Agli ultimi 6km, all'inizio dell tratto duro, mi trovo con il gruppetto della prima Donna, ed cerco di avvantaggiarmi. Ovviamente ne combino un'altra delle mie e perdo altri secondi: perdo gli occhiali...
Dopo Novezzina il monte baldo assume un'atmosfera spettrale: nuvole basse, freddo e una leggerissima pioggerellina, che rende scivolosa la carreggiata. Faccio un po' fatica a finire, ma in cima, un bicchiere di te caldo, ed il giornale mi danno un po' di sollievo prima di buttarmi in discesa.
La prima parte, non si vede nulla! Poi dopo qualche chilometro, le nuvole si diradano ma non me la sento di rischiare, freddo e l'asfalto bagnato mi preoccupano, e scendo con il freno a mano tirato. In pratica perdo moltissime posizioni, vanificando parte del lavoro fatto sulla salita.
Ad Avio, fine discesa, mi trovo con il gruppo della seconda donna, ed arriviamo a Peri con un minuto e mezzo di ritardo dalla gruppo della prima.
Qui inizia la seconda salita, Fosse. Parto subito di buona lena, vorrei raggiungere l'altro ma non è facile. Alla fine mi trovo a battagliare con un ragazzo della Baronchelli. La salita è lunga e dura, ma regolare, e si può fare il proprio ritmo. In cima arrivo in 43' 46” (285° tempodi cronoscalta)
In teoria qui scollino con 4-5 atleti, ma ecco che riesco a perderli: perdo un sacco di tempo a mettermi la mantellina, questi prendono metri e, anche se potrei, non riesco più rientrare.
Sapevo che c'erano un paio di strappi prima di Erbezzo (inizio effettivo della discesa), ed ero certo di rientrare. Peccato che il secondo era solo un falsopiano...
Morale, alla fine della discesa, a Grezzana, sono da solo. Mancano poco più di venti chilometri, la gamba gira ancora bene, quindi decido di non aspettare nessuno. Dopo il cartello dei -20km ecco che arriva il gruppetto della seconda donna.
Arriviamo ai piedi di Torricelle, qui provo ancora a guadagnare metri. Peccato che la salita è facile e quindi non guadagno molto. Anzi in cima mi supera uno, e provo a tenerlo in discesa. Alla fine mi raggiunge e supera un altro. Il resto del gruppo è ancora dietro di 60-70 metri, e manca solo un chilometro. Probabilmente ce l'avrei fatta a tenere la posizione, ma purtroppo sbaglio una delle ultime curve, e mi devo fermare. Peccato. Alla fine chiudo 5h 30, 69° assoluto e 15° di categoria.
Sono soddisfatto, e mi auguro di tornarci l'anno prossimo, e di sfruttare il vantaggio di conoscere il percorso.
Consiglio questa GF, perchè è dura, l'organizzazione ottima, ed i percorsi belli.

martedì 2 settembre 2008

Resoconto France 2008

[Monza, 01.09.2008] Tra trasloco, e mancanza di collegamento in ternet a casa, solo ora riesco a scrivere un "breve" resoconto di questi cinque indimenticabili giorni, passati in bdc sulle mitiche strade del Tour de France, in compagnia di Leonardo, che ha accolto da subito e con tanto entusiamo questa faticosa avventura.

Il primo giorno scaliamo l’Alpe d’Huez e Col de Sarenne. L’Alpe d’Huez, avendo l’albergo proprio ai piedi dela salita, la facciamo da freschi; mentre salgo sono letteralmente intrigato da questo mito, cerco di immaginare cosa può provare un corridore in fuga a farla con tutta la gente intorno, cosa praticamente impossibile! E’ veramente affascinante perchè, ogni metro di asfalto è coperto di scritte dei tifosi, e se si alza la testa verso la montagna si vede la strada che lentamente si arrampica e che si deve percorrere, ho i brividi al solo pensiero... ti viene voglia di tirare, anche perchè le pendenze sono tutt’altro che proibitive, e riesco a resistere a 3km dalla vetta...
Di tutt’altro genere il Col de Sarenne, immerso nel verde, lontano dal fragore del Tour, ma molto più spettacolare da un punto di vista panoramico. Noi lo abbiamo fatto dal versante facile, dall’Alpe d’Huez, che dopo qualche saliscendi, per raggiungerlo bisogna farsi circa 3km. Molto più interessante il versante da noi affrontato in discesa, da fare in salita. Probabilmente tecnicamente più difficle da affrontare dell’Alpe d’Huez, sia per lunghezza che per pendenze, ma la strada è troppo stretta per il passaggio della Carovana del Tour.
Totale: 51km e 1515m di dislivello.

La seconda giornata prevede la partecipazione al Memorial Pantani. Visto che i fenomeni ci hanno fatto partire dalle Deux Alpes alle 8.00 di mattina, io e gli altri temerari, un centinaio, eravamo letteralmente congelati alla reale partenza a Freney d’Oisans. La gara si è fatta dura sin dal primo colle, il Col d’Ornon. Già qui i milgiori se ne sono andati. Sul Col de Parquetout, il “Piccolo Mortirolo”, si è scatenata una bagarre fra me ed un altro paio di corridori, che ho iniziato a pagare prima sul Col de la Morte, poi sul falsopiano per raggiungere Rochetalle. Da qui iniziavano gli ultimi 50km con più di 2000m di dislivello, una mazzata insomma. Infatti sia l’ascesa verso Huez, che la successiva da La Garde verso Auris (un costone infinito con un bellissimo panorama) le ho fatte per inerzia sotto il sole battente. Poi giunto a Freney d’Oisans dopo un terzo breve ma intenso strappo, inizia l’ascesa verso Les Deux Alpes: con già 171km nelle gambe!
Me ne sono fregato della stanchezza, dei possibili crampi, di quello che mi aspettava nei giorni successivi, e l’ho fatta a tutta! In 39’ ho coperto gli ultimi 10km di salita, e non potete immaginare con quale soddisfazione. L’accoglienza all’arrivo è stata grandiosa, inaspettata, visto che il primo era arrivato da un’oretta abbondante, ma siamo in francia, il paese del ciclismo quindi mi aspetto questo ed altro. Inoltre all’arrivo ho avuto anche l’onore di conoscere la mamma di Marco Pantani....
Alla fine sono venuti fuori 181km, 4650m di dislivello.

Il programma della terza giornata è il Giro delle Marmotte, orfano dell’Alpe d’Huez, per due motivi, principale il successivo trasferimento a Crillon-le-Brave, il secondo per “alleggerire il programma intenso”.
L’ascesa alla Croix de Fer è interminabile e discontinua, offre ottimi panorami, l‘affrontiamo con calma, chiaccherando. Il Télégraphe mi va indigesto: fa caldo, non riesco a spingere, e funesti pensieri mi occupano la mente, quindi, manco riesco a tenere il ritmo di Leo, che sale tranquillo. Il Galibiér, racconta un’altra storia, o meglio, decido di prenderlo di petto. E’ pericoloso, però mi rendo conto che è l’unico modo per arrivare in cima, senza naufragare prima. I primi chilometri tutto bene, ma le difficoltà iniziano a 8km dalla vetta sul tratto duro. Anche qui però sono rapito dal fascino da Tour, dai panorami, dall’impresa del Pirata del 98, e la stanchezza passa in secondo piano. Il rientro verso Bourge d’Oison è velocissimo, nonostante forte vento contrario che incontriamo scendendo dal Lautaret. All’arrivo, testa e gambe mi dicono che sono pronto per fare la Marmotte 2009...
In totale 166km, 4000m dislivello

La quarto giorno c’è in programma il brevetto “Club Cinglés du Mont Ventoux”. Le ascese affrontate in successione sono dai versanti da Bedoin, Malaucene e Sault. Inutile dire, questa montagna mi è rimasta nel cuore! È la semplice conseguenza dopo averla scalata per tre volte. E’ stata una giornata bellissima, calda, ma non troppo, io e Leo ce la siamo proprio goduta. La partenza al fresco di prima Mattina, con la curiosità nel cuore. La ripartenza da Malaucene, dopo un ottimo sandwich e cola, e con la sottile paura di andare in crisi per il caldo, e la stanchezza accumulata nei giorni precedenti. E l’ultima ascesa da Sault, dopo un’altro ottimo sandwich, tirata, con entusiasmo, sia perchè i primi chilometri sono abbastanza facili, sia perchè vedavamo l’obiettivo, la possibilità di raggiungerlo e lo volevamo, il prima possibile.
Scendendo verso Bedoin, dopo la terza ascesa ero commosso. Non tanto per il brevetto in se, del resto è come un GF, ma per la particolarità del luogo. Alla fine saranno 139km per 4290m.

Il quinto ed ultimo giorno, prevede la scalata all’Izoard. Credevo fosse una salita più dura. Non che non lo sia, anzi, però il tratto difficile si riduce a 14km, dal bivio con il colle dell’Agnello. La prima tratta, da Guillestre, è bella solo da un punto di vista ambientale, ma è lunga, 17km. Poi l’ascesa vera e propria. Ero sicuramente stanco, pensvo di arrivare cotto, invece, ancora una volta mi sono dovuto ricredere. Qualche km prima del bivio io e Leo abbiamo raggiunto un ragazzo (francese o tedesco), che sembrava pedalare bene. Abbiamo iniziato la salita insieme a lui. Praticamente, mi sono francobollato alla sua ruota, e non l’ho mollata fino alla cima. Vi assicuro andava su bene. Anzi ogni tanto mi “divertivo” a mettergli la ruota davanti. Bè il quinto giorno con più di 500km e 14000 m di dislivello mi sono sciroppato l’Izoard in 59’.
Siamo quindi sensatamete rientrati all’auto ridiscendendo diretti a Guillestre, visto il vento che c’era.
Totale 63km 1470m dislivello.

Che dire, una bellssima vacanza, un pò faticosa, ma che rifarei subito da domani, senza cambiare nulla. Ringrazio ancora Leo, che è stata un'ottima compagnia: 600km percorsi, 16000m di dislivello in 27h di bici insieme...


Alcune foto: http://picasaweb.google.com/MrFlain21/France2008

giovedì 21 agosto 2008


Enrico Ruggeri
Gimondi E Il Cannibale

La gola che chiede da bere
C'è un'altra salita da fare
Per me, che sono fuggito subito

Rapporti che devo cambiare
Lo stomaco dentro al giornale
Per me, e devo restare lucido

E quanta strada che verrà
Ma non mi avrai, io non mi staccherò
Guarda la tua ruota e io ci sarò

Cento e più chilometri alle spalle e cento da fare
Di sicuro non arriva più qualcuno dei miei
Tutta quella gente che ti grida, non ti fermare
E tu che mi vuoi lasciare
Non ci provare
Non mi stancherò

Scivolano case tra persone fuori a guardare
Ci sarà riparo al vento lungo questo pavè
Ci sarà la polvere che nel respiro mi sale
Ma non mi potrò voltare
Non mi chiamare
Non risponderò

Ancora più solo di prima
C'è già il cannibale in cima
Ed io che devo volare a prenderlo

Sudore di gente dispersa
Di maglia di lingua diversa
Ma io, il cuore io voglio spenderlo

E quanto tempo passerà
In mezzo a noi, ancora non lo so
Dietro alla tua ruota io ci sarò

Cento e più chilometri alle spalle e cento da fare
Di sicuro non ci sarà più qualcuno con noi
Devi dare tutto prima che ti faccia passare
Io non mi lascio andare
Non ci pensare
Non mi staccherò

Scivolano vite e due destini persi nel sole
L'orologio prende il tempo e il tempo batte per noi
Non c'è più chi perde o vince quando il tempo non vuole
Quando la strada sale
Non ti voltare
Sai che ci sarò

Cento e più chilometri alle spalle e cento da fare
L'orologio prende il tempo e il tempo batte per noi
Non c'è più chi perde o vince quando il tempo non vuole
Quando la strada sale
Non ti voltare
Sai che ci sarò

martedì 19 agosto 2008

Gita in Valtellina: Gavia - Stelvio - Gavia

[Ponte di Legno, 16 agosto 2008] Ore 8.40, io ed Andrea, partiamo. Il tempo è stupendo, ma fa freschino, siamo intorno ai 10°. L’itinerario prevede di arrivare fino al Passo dello Stelvio e ritorno, facendo in pratica il Passo Gavia da entrambi i versanti. Visto il dislivello importante della giornata, alla fine il mio hac4 ne registra quasi 4400m, l’andatura è abbastanza tranquilla. Diciamo che so già di partire non in condizioni ottimali, in quanto, per vari inconvenienti personali, non sono riuscito a fare una colazione giusta per affrontare una giornata del genere; inoltre mi sento un po’ stanco. Infatti, già durante la prima ascesa verso il Gavia, capisco che la gamba non gira, e freno molto Andrea, che ha decisamente un altro passo. Però per mia fortuna anche lui non ha molta voglia di tirare, ma vuole godersi i panorami che ci si presentano man mano… Alla fine in cima, ci metto di più del previsto, o meglio del tempo fatto alla Pantani. Dopo un sosta con tanto di thè caldo e crostata (del “chic” de mezzegra), ci buttiamo in picchiata verso Bormio.

L’attraversamento del Paese dura pochi minuti, ma come al solito le strade qui sono trafficatissime, e fino al bivio per Livigno, non da tregua. Poi per fortuna cala notevolmente e ci permette di affrontare in tranquillità l’ascesa verso il passo dello Stelvio. Continuo a mangiare, e l’appetito non mi passa praticamente mai! Dopo qualche chilometro di salita raggiungiamo e superiamo un ragazzo cecoslovacco, e senza volerlo si accende una specie di bagarre. Dei tre sono il meno attrezzato, sono sempre attardato, ma nonostante ciò ho anche provato ad dire la mia, ma non è proprio giornata; diciamo che mi sono divertito lo stesso anche se ho preso paga da tutti. Il ragazzo ceco della KCBRNO, si è divertito tantè che ha voluto fare una foto con noi. Sul passo ci fermiamo a fare qualche foto, ed mangiare. Però faccio l’errore di non mangiare un panino, ma solo barrette. Questo lo pagherò sull’ascesa verso il Gavia da Bormio. Durante la discesa verso bormio, non posso non fermarmi all’altezza della 3° cantoniera ad ammirare un panorama semplicemente stupendo.


La terza ed ultima scesa prevedere di riscalare il Gavia, dal versante di Bormio. La stanchezza comincia a farsi sentire, e lo stomaco è ko. Cerco di distrarmi guardando i paesaggi, e di salire regolare, e fino a qualche chilometro dopo S.Caterina, diciamo che vado abbastanza bene. Poi a 6-7km dalla vetta, la benzina finisce, e il passo non arriva mai. Andrea pazientemente mi sta vicino, ammirevole! Una volta sul passo, ci fondiamo nel rifugio, per farci un altro the caldo e paninazzo (io)….

Ormai non restano che 18km di discesa fino alla macchina, che raggiungiamo dopo 136km in quasi 7h (da solo Andrea non avrebbe superato le 6!)

In conclusione gran bel giro, anche se non ero al meglio, ma almeno ha fatto bel tempo tutto il giorno!
Grazie ancora ad Andrea per la pazienza infinita che ha avuto…

...Ed ora, la francia!

Altimetrie salite in dettaglio su Salite.ch:

Passo Gavia 1 - Passo Stelvio - Passo Gavia 2

giovedì 14 agosto 2008

UN PETIT TOUR DE FRANCE

Certo che la vita è proprio strana: uno aspetta un anno per andare a vivere al mare e all’ultimo tutto salta, e poi nel giro di un mese trova e compra una casa in zona... Oppure, si allena e attende per un anno intero, il Giro delle Dolomiti e dieci giorni prima dell’inizio va a monte anche quello. Era stato un duro colpo, un bel boccone amaro da mandar giù, ma dalla serie, “non tutti i mali vengono per nuocere”, oggi mi ritrovo in programmazione una V Giornate Francesi, molto affascinante, che ad essere sincero, preferisco al programma delle Dolomiti. In tempi non sospetti, parlai su questo blog, del Club Cingles du Mont Ventoux, pensando che sarebbe stato fattibile ma solo nel 2009, probabilmente era un segno del destino. Inoltre saremo testimoni dell'esordio della GF Pantani Francese, con arrivo alle Deux Alpes...
Ringrazio Leonardo, conosciuto sul bdc-forum.it, per l’occasione, che ha la mia stessa voglia di salite francesi, e non ha paura, di fare km e km, e salite su salite, concentrati in pochi giorni, con il quale abbiamo messo giù proprio un bel programmino.
In totale sono 5tappe, per circa 635km e 18400m di dislivello
(by openrunner.com)
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Sab 23.08.2008
TOUR ALPE D’HUEZ

Arrivo a Bourge d’Oisans in mattinata, e iscrizione Memorial Pantani
Dist Tot.: 75km – Dislivello Tot.: 2600m
Salite affrontate:
ALPE D’HUEZ da Bourge d’Oisons
COL DE SARENNE da Alpe d’Huez
Le Fay (al momento non ho trovato nessuna info)




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Dom 24.08.2008
GF MEMORIAL PANTANI
[sportcommunication.com/pantani]

Dist Tot.: 170km – Dislivello Tot.: 4900m
Salite affrontate:
COL D’ORNON da La Paute
COL DE PARQUETOUT da Entraigues
COL DE MORTE da Le Villard
HUEZ da Rochetaillée
LE DEUX ALPES




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Lun 25.08.2008
TOUR MARMOTTE
Sulle strade della Marmotte, senza il finale all’Alpe Huez per il trasferimento a Crillon le Brave da fare in serata.

Dist Tot.: 163km – Dislivello Tot.: 4500m
Salite affrontate:
COL DU GLANDON da Verney
COL DE LA CROIX DE FER da Col du Glandon
COL DU TELEGRAPHE da St. Micelle Maurienne
COD DU GALIBIER da Valloire [CIMA COPPI]







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Mar 26.08.2008
CLUB CINGLES DU MONT-VENTOUX
La scalata al mito dai suoi 3 versanti…
Dist Tot.: 142km – Dislivello Tot.: 4500m
Salite affrontate:
MONT-VENTOUX da Bedoin
MONT-VENTOUX da Maucelene
MONT-VENTOUX da Sault








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Mer 27.08.2008
TOUR D’IZOARD

Ritorno a casa, ma prima una “breve” sosta a Briancon…
Dist Tot.: 85km – Dislivello Tot.: 1900m
Salite affrontate:
1. COL D’IZOARD da Guillestre




giovedì 7 agosto 2008

Sulle strade del Falco!

Questo giro l’ho affrontato domenica 27 luglio 2008, insieme ad alcuni ragazzi del bdc-forum.it. Troppi casini legati al trasloco, e riesco a scrivere solo ora, quindi mi limiterò a illustrare l’itinerario, che è abbastanza semplice da seguire ma, parecchio impegnativo.

Itinerario su googlemaps: link


Salite affrontate:
1. Pso Presolana da Rovetta: 12km, 650m dislivello;
2. Croce di Salven da Dezzo di S.: 9km, 350m dislivello;
3. Pso Vivione da Forno Allione: 20km, 1350m dislivello;
4. Pso Presolana da Dezzo di S.: 8km, 550m dislivello;
5. Monte Pora da Bratto: 7.5km, 450m dislivello (era in programma ma causa maltempo è saltato);

Partenza da Ponte Nossa. Si inizia subito a salire leggermente, passando da Clusone, fino a Rovetta, dove inizia ufficialmente il Passo della Presolana. Questo è il lato facile, dalla rotonda di Rovetta sono 13km e la strada sale abbastanza regolare. Una volta in cima si scende fino a Dezzo di Scalve, e ci si può già fare un’idea delle difficoltà di questo versante affrontato per ultimo.

Da Dezzo si gira a destra e poi, al ponte, a sinistra ed inizia subito l’ascesa verso Croce di Salven.
Questa è la salita più facile: alcuni tratti difficili sopra il 10% nei primi 3km e poi traqui. Il bello è che poco trafficata. La successiva discesa verso Breno, è facile e veloce.
Da Breno inizia il tratto più noioso e trafficato del giro: Breno – Forno Allione, 20km scarsi quasi tutti in falsopiano a sfavore, dove si rischia di spendere molto se si trova vento contrario o sole battente, come mi capitò nel 2006.

Da Forno Allione inizia il Bello: il Passo del Vivione. A mio avviso una salita molto bella, regolare, prima parte immersa nel bosco, poi negli ultimi 4-5km offre dei bei panorami. La parte difficile è dal 13° km alla cima, anche se poi l’ultimo spiana. Un altro punto a favore è il poco traffico, essendo una strada secondaria: Infatti nonostante fosse domenica, è passata solo qualche moto. In cima ci si può rifocillare al Rifugio.
La discesa verso Schilpario è molto difficile e tecnica, bisogna stare molto attenti anche perché la strada è molto stretta. Stavolta ho rivalutato questo versante, soprattutto da un punto di vista paesaggistico. Quindi mi sa che tornerò presto a farla da questo versante.
Per arrivare a Dezzo di Scalve, siamo passati da Annone, e da qui abbiamo affrontato l’ultimo tratto di discesa, molto ripido.

A Dezzo ci si ritrova al bivio che porta al Passo della Presolana: sono solo 8km di salita, ma dal km 3,5 è micidiale con punte al 14% che a questo punto fanno veramente male. La nota negativa di questa salita è che è abbastanza trafficata, da entrambi i versanti.

Quindi una volta in cima, per tornare a Ponte Nossa è praticamente tutta discesa, quindi facile facile ideale per sciogliere le gambe, a meno che, non si decida di affrontare anche la salita al Monte Pora, affrontata quest’anno dal Giro d’Italia. In questo caso, a Bratto, dopo 4km di discesa si trovano le indicazioni sulla sinistra, la salita è a fondo ceco quindi si riscende dalla stessa parte.

Alla fine, Monte Pora escluso, sono 150km, per 3400m di dislivello, che noi abbiamo percorso in circa 6h. Per fortuna, non è stata una caldissima, perché il celo circolavano dei bei nuvolosi, che però ci hanno impedito di affrontare il Monte Pora. Ma diciamo che ci è andata bene, alla fine solo una decina di minuti di acqua….

Ringrazio e saluto i ragazzi che mi hanno invitato, per questo bellissimo giro.



Altimetria Percorso:

Altimetrie Salite:




giovedì 24 luglio 2008

Sgambatina mattutina diversa dal solito...

[Cinisello B. 23 Luglio 2008] Ore 5.00 la sveglia suona. Tempo è bello per fortuna.
Dopo una colazione veloce, 5.40 parto per la sgambata mattutina.

Percorso: Cinisello - Villa Reale - Carate Br. - Erba - Canzo - Asso - Valbrona - Onno - Bellagio - Madonna del Ghisallo e ritorno.
link percorso su googl.maps

Fa freschino, manicotti e gilet d'obbligo, ma si pedala bene. Di auto ce ne sono poche, solo al ritorno trovo la strada un po trafficata verso milano. Cerco di tenere un buon ritmo, per non rischiare di far tardi. ed in circa 1h 30 scollino a Valbrona. Scendendo verso Onno, mi trovo davanti a questo spettacolo:



non ho resistito, e mi sono fermato qualche minuto, ad osservare il panorama, ed ho fatto un paio di foto. tanto mi sembrava di essere in orario sulla tabella di marcia. Questo spettacolo, mi ha ampiamente ripagato della levataccia.

Poco dopo, arrivo a Bellagio ed inizio la Scalata al Ghisallo: Tempo Grimpeur 29' 34". Finalmente sotto i 30'. Speravo di fare un pò meglio, ma non volevo spremermi troppo in vista del ritorno.
Che invece devo ammettere avviene più velocemente di quello che pensavo. La gamba gira benissimo, e sono costantemente sopra i 30h, spesso arrivo ai 40 e nel finale toccato pure i 50....
in 4h ore mi sono sciroppato 120km netti. non male per essere solo una sgambatina mattutina, pre lavorativa...

Confermate le sensazione di ottimo stato, delle uscite della settimana precedente, dove ho provato a fare il tempo su alcune salite miglioando i miei best time:
- Passo della Cava 46' 24"
- Lissolo 7' 55"
- Alpe Vicerè 24' 52"

L'unico rammarico è non poter testare questa gamba nel Giro delle Dolomiti, saltato all'ultimo minuto per problemi personali.

lunedì 7 luglio 2008

Passo San Marco da Leggenda

[Tremezzo, 06.luglio.2008] E’ già qualche giorno, che ho questo tarlo in testa, il San Marco. L’ultima volta che l’ho affrontato è stato in occasione del Giro d’Italia del 2007, infatti sono presenti ancora molte scritte dei tifosi. Sinceramente non ho molta voglia di sciropparmi, in solitaria, tutto il tratto tra Tremezzo e Morbegno, circa 90km tra andata e ritorno, quindi opto per un avvicinamento in auto, fino a Sorico. Da qui ai piedi del San Marco, via statale Valeriana, sono 20km netti.
Il meteo non è dei migliori, le previsioni davano forti temporali, per tutto il giorno, ed in effetti il celo è un po’ minaccioso, e qualche tuono si sente qua e là. Al momento tiene.

Il Passo San Marco, da Morbegno è impegnativo essendo molto lungo: 26km. Però le pendenze non sono mai proibitive, anzi, si riesce salire agile, e fare un buon ritmo. L’unica cosa che infastidisce sono i cartelli, del chilometraggio, che iniziando il conteggio proprio all’inizio della salita, ci indicano costantemente a che punto siamo, quindi quanto manca. Per fortuna nei primi 10km, fino a poco prima di Albaredo, le pendenze difficilmente arrivano all’8%, quindi i chilometri scivolano velocemente.

E’ dal 10° al 17° km che abbiamo il tratto duro, dove le pendenze sono costantemente intorno all’8% con alcune punte sopra il 9% (13°-15°km).

Purtroppo dopo Albaredo inizia a piovere in maniera molto decisa, tanto che mi trovo costretto ad indossare la mantellina (in pratica dove inizio il walzer togli-metti mantellina…)

Dal 17° al 20°km c’è un tratto praticamente pianeggiante, che permette di respirare po’ prima di affrontare gli ultimi 6km.
Di Questo tratto i primi 3 relativamente facili, nel senso che, la gamba può cominciare a dare qualche segno di cedimento, e i successivi 3 più difficili, ma anche i più belli da un punto di vista paesaggistico.

Per fortuna negli ultimi 3km smette di piovere, quindi riesco a godermeli: ancora belle sono le scritte che inneggiano al Falco, e mi vengono i brividi, pensando che a fine stagione si ritira. E’ questo il pensiero un po’ malinconico (ed il tempo ci mette del suo) che mi accompagna nelle ultime pedalate.

Arrivo in cima bagnato fradicio, ma soddisfatto, in 1h 48’. Buon tempo senza tirare alla morte. Mi faccio fare una foto di rito, e mi ributto immediatamente in discesa, visto che le nuvole si sono ulteriormente abbassate, e si fanno molto minacciose.

Ed infatti dopo pochi metri inizia a diluviare, e praticamente lo farà per TUTTI i 26km della discesa, rendendola veramente molto difficile. Scendo quindi con i freni tirati, la strada è quasi un fiume in piena. Nel scendere incontro altri stoici ciclisti che salgono, quindi mi consolo che non sono l’unico matto.
Sopra Albogasio uno dei momenti più difficili: prima la visibilità della carreggiata è di circa 10-15m ad esagerare, e mi tocca far riferimento alle righe della strada. Poi non so come, pensavo di avere le visioni, si faceva era tutto grigio chiaro, e a stento si capiva dove finiva la strada ed iniziavano le nuvole.
Infine negli ultimi chilometri, dove si entra nella boscaglia, e la strada era quindi molto sporca, foglie e detriti vari, quindi pericolosa, se poi ci mettiamo che la sensibilità delle mani è diminuita molto per il freddo.
Alla fine, non so come, arrivo in fondo, stremato, e mi fermo qualche minuto nel breve tunnel ai piedi della salita, per rigenerarmi e soprattutto per riprendere sensibilità nelle mani.
In conclusione mi viene da dire che la discesa è stata molto più impegnativa e non passava veramente più: il km 0 sembrava un miraggio…

Per fortuna durante gli ultimi 20km di ritorno, verso l’auto, smette di piovere, e ho pure un leggero venticello a favore. Ciò mi permette di mantenere una velocità di crociera intorno ai 40orari, e chiudere in bellezza una intensa mattina di ciclismo, quasi da Leggenda (per questo ci voleva la neve…)


Dati tecnici:

Passo San Marco: 1992mslm

Lunghezza: 26,2 (da pizza san'antonio)

Dislivello: 1752m

Pendenza Media: 6,5%


Altimetria:




Giro del Centro Lago: Colma di Sormano e Ghisallo

[Tremezzo, 05.luglio.2008] Dopo una breve ma sempre affascinante attraversata del Lago in traghetto, il giro odierno parte ufficialmente da Bellagio, alle ore 8.00, in direzione Nesso. Pedalare sulle sponde del lago alla mattina presto è sempre molto intrigante. Ovviamente andatura molto tranquilla.
Al bivio di Nesso, dopo 13km, inizia la prima ascesa della giornata: Colma di Sormano [Km. 13,1 - Dislivello: m.855 - Pendenza Media: 6,53%]. La prendo abbastanza deciso, anche se mi aspettano altre salite, perché vorrei migliorarmi, e scendere sotto il muro dei 50’. Essendo ancora mattina presto, si sta bene, e ciò aiuta a tenere alto il ritmo. Anche le pendenze, non eccessive, tranne in alcuni brevi punti, permettono di mantenere una pedalata agile e veloce. L’unico momento di difficoltà lo si incontra all’altezza di Zelbio, dove le pendenze superano il 9%.
Dopo il Pian del Tivano, dove la strada spiana x un chilometro circa, si devono fare ancora i conti con un chilometro e mezzo ancora difficili, con pendenze intorno al 9%. Negli ultimi 500m mi rendo conto che il mio obbiettivo è fattibile, ma devo alzarmi sui pedali, e fare un bell’allungo: alla fine chiudo in 49’50” [Obiettivo raggiunto!]
Scendo quindi con tranquillità, verso Canzo, dove ho appuntamento con altri ciclisti: Gabriele, Gabriele ed Andrea, l’ospite piacentino che vuole affrontare il Ghisallo. Scendiamo insieme verso Onno ed affrontiamo con relativa calma il tratto di saliscendi fino a Regatola di Bellagio dove iniza il Ghisallo [Km. 8,8 dal bv - Dislivello: m.485 - Pendenza Media: 5,51%].
Si sa che la parte difficile di questa salita sono i primi 4km (dal bivio), quindi, non sentendo la gamba al meglio, preferisco prenderla con il mio passo, ed evitare di seguire i due Gabriele, con i quali mi ricongiungo poi sul tratto pianeggiante e verifichiamo che Andrea non sbagli strada al bivio che porta verso il S.Primo. Quindi, dopo la leggera discesa verso Civenna, iniziano gli ultimo 8 tornanti che portano alla Madonna del Ghisallo: 1,5km con pendenze sopra il 9%.
In cima al Ghisallo una breve sosta, così Andrea a modo di farsi un giretto nella chiesetta, con le reliquie del cicilismo. Merita proprio di essere visitata, ed ogni tanto mi piace anche a me farci un giro… Magari a settembre, con un po’ di calma, farò un giro anche al museo, che hanno aperto da poco… Scendiamo assieme fino a Maglio.
Poi qui le nostre strade si dividono: loro proseguiranno verso Milano, Io, mi cimento nella terza ascesa della giornata: ancora Colma di Sormano, ma dal versante più facile, evitando il Muro di Sormano (che ho fatto la settimana scorsa, ed non ho assolutamente voglia di rifare!). Ora fa caldo, è quasi mezzogiorno, ed il sole picchia per benino. Salgo regolare, tanto non è una slita difficile: 9,5km con pendenze intorno al 6-8% costanti [Pendenza Media: 6,65%, - Dislivello: 496] .
Arrivato in cima, mi ributto subito in discesa, verso Nesso, da dove mi dirigo verso Bellagio, per riprendere il traghetto.
Gran bella giornata, bella compagnia e bel giro: 108km per 2400m di dislivello, faccio i complimenti ai Gabriele che filano che è un piacere in salita, ed ad Andrea, che ho rivisto con piacere, e ho notato dei grossi miglioramenti rispetto l’anno scorso. Prossimo appuntamento Giro Dolomiti!
Approfittando che mia figlia e sorella mi aspettavano al parco di Tramezzo, mi sono concesso anche il lusso di un bel bagno rinfrescante nel lago. Così è stato facile affrontare l’ultimo chilometro di salita verso casa bello fresco…
Le Salite:



lunedì 23 giugno 2008

La mia 2a Marco Pantani

Aprica, 22 giugno 2008- …e finalmente il fatidico giorno è arrivato. Dopo una settimana di lenta agonia, veramente non passavano più i giorni, sabato pomeriggio parto da casa (Tramezzo) e mi reco ad Aprica (con un mio amico).

Già la sera si intuisce che farà un caldo bestia. Infatti la mattina della gara, alle 6.00, si potrebbe stare tranquillamente in griglia senza manicotti, ma io per precauzione li indosso in vista della prima discesa. Questa, dopo lo start all’orario stabilito (7.00), la affronto con calma. C’è molto traffico e molti pazzoidi che cercano di sorpassarti da tutte le parti. Non vedo quindi l’ora di arrivare a Edolo. Quando la strata inzia a salire, inizialmente la prendo con calma, poi dopo qualche km, mi superano un paio di ciclisti con un buon ritmo, e decido di mettermi in coda. Questa mossa mi permette di guadagnare parecchie parecchie posizioni, e di arrivare velocemente a Ponte di Legno. Da qui, dopo essermi alimentato un poco inizio il Gavia. E’ ancora mattino presto, si sta bene, e c’è un tempo stupendo. Cerco di salire regolare, senza forzare, perché devo salvare la gamba in vista delle 2 salite successive. Non c’è molto traffico, e quindi mi posso godere i panorami mozzafiato che offre questa salita. Addirittura quando arrivo alla galleria, decido di salire col 34x27.
Finalmente alle 9.30 scollino arrivo in cima al passo e dopo una brevissima sosta x prendere qualche panino mi butto subito in discesa. Bellissimo è il laghetto ancora ghiacciato. La prima parte della discesa, è molto tecnica e, dopo essere riuscito a superare tre corridori tappo, ho la strada libera e mi diverto a disegnare traettorie. Nella seconda parte, dopo, S.Caterina, grazie all’asfalto perfetto (appena rifatto per il Giro), riesco a rientrare su un gruppetto di corridori, viaggiano sopra gli 80km/h (FIGATA!).
Con questi arrivo prima a Bormio, e poi a Mazzo. In questo frangente, faccio il furbetto e non tiro un metro. Sinceramente già sullo strappetto di S.Antonio Morignone, sento la gamba un po’ pesante.

Poco prima delle 11.00 arriviamo a Mazzo (30km/h di media), e dopo un’altra breve sosta per riempire le borracce, comincio il Mortirolo. Sono gasato per l’ottima media, e la mia tattica prevede di iniziare con calma, e aumentare il ritmo quando la gamba si “scaldava”. Peccato che si dalle prime rampe, la gamba non ne vuole sapere. Quindi quando arrivo al terzo chilometro iniziano i problemi veri: fa un caldo terribile, si fatica a respirare, la velocità è ridotta, mi superano in parecchi, ed il morale scende. Ma nonostante ciò, tengo duro, mi ripeto che va tutto bene e che mi sto riprendendo, e adagio adagio arrivo in cima, cercando di difendermi e di non naufragare completamente. La voglia di saltar giù dalla bici, e mandar tutti al diavolo era tanta…. Insomma volevo scalare il mortirolo a tutta, invece, a momenti ci resto sotto…. Alla fine chiudo la scalata in 1h20’ (ufficiali) e tutto sommato poteva andare molto peggio.

Vabbè una volta in cima, dopo un gesto di stizza passando sul passo, un’altra brevissima sosta al ristoro, riparto subito. I successivi km di saliscendi, vanno bene solo quando la strada non sale. Sul secondo strappo ho addirittura i crampi, e medito di fare il medio, perchè mi rendo conto che il S.Cristina in queste condizioni diventa un vero e proprio calvario.

Però una volta finita la discesa ad Aprica, mi rendo conto che sto facendo un tempone, per quanto mi riguarda: infatti sono passate “solo” 6h da quando sono partito. Detto ciò, nonostante faccia fatica a fare il chilometro di falsopiano che porta all’arrivo, non esito un’attimo, e mi butto secco a destra per il lungo. Che coraggio!

Attacco il S. Cristina, augurandomi che la crisi è alle spalle e salirò bene. Illusione. L’ascesa durerà ben 45minuti, un’eternità per uno come me. Non per menarmela, ma in condizioni normali, potrei farla in 30-35 minuti, e senza troppi patemi. Vabbè, i chilometri passano lentamente, e perdo ancora qualche posizione. Poco male a sto punto.
Quando arrivo ai -2 e poi ai -1, dal GPM, nonostante le pendenze e la calura, mi danno un pò di morale, e guadagno pure qualche posizione.

Alla fine, dopo lo scollinamento mi butto in discesa ed arrivo al Traguardo in 7h 14’, ufficiali!
In pratica ho ridotto di 1h il tempo dell’anno passato. Quindi sono molto contento!
198° assoluto – 18° di categoria....

Un’ultima cosa: all’arrivo c’era il mio amico Ale, ad aspettarmi (grazie...) che avendo fatto il medio era già docciato e fresco, e mi fa: “allora? Super Challenger l’anno prossimo?” vi lascio solo immaginare la risposta che gli ho dato in quel momento... eheh

Così nel 2007:
e nel 2008...

martedì 27 maggio 2008

24-25-26 Maggio: DOLOMITI

Voglio subito ringraziare mia Moglie e Figlia, che mi ha permesso di assentarmi da casa per 4 giorni, e di poter fare quest’altra bellissima esperienza ciclistica, sulle dolomiti.

Ringrazio anche mio Fratello con il quale ho condiviso parte di questa esperienza, che mi convisse ad andare a vedere la cronoscalata, da poi cui si è evoluto il seguente ricco programma:

1 giorno: GF DOLOMITI STARS

2 giorno: Partenza Giro da Arabba ed arrivo sul Fedaia

3 giorno: Cronoscalata al Plan de Corones

Quindi sono molte le ore di bici in 3 giorni, e altrettanti i passi scalati: Pordoi, San Pellegrino, Falzarego, Giau, Fedaia (Marmolada) e Plan de Corones.

Sabato 24: La Gran Fondo Dolomiti Stars

Non è altro che la 15° Tappa del Giro 2008: la tappa più dura, 153km, quasi 5000m di dislivello, con ben 6 GPM ed arrivo in Cima alla Marmolada.

Una GF d’Elite, alla quale pochi hanno il coraggio di prendere parte, ed ancor meno di affrontare e terminare nella sua totalità. Alla fine saranno solo 320 gli atleti che si tolgono la soddisfazione di portarla a termine ad ogni costo.

La giornata inizia con una bella notizia: c’è il sole! Arabba, alla partenza, è addobbata a mo’ di giro d’Italia. Mi tremano le gambe dall’emozione. Si sale subito verso il Pordoi che innevato, ed illuminato dal primo sole mattutino, ha un fascino particolare e regala sensazioni indescrivibili. Quindi, dopo una discesa di una decina di km, si continua a scendere leggermente fino a Moena, da dove, dopo una svolta a sinistra inizia il 2° Passo: il San Pellegrino. La prima parte della salita, è immersa nel profumo di legna appena tagliata. Anche questa, come il Pordoi, non è una salita difficile, però è discontinua, e fatico a trovare il giusto ritmo. Ed alla fine perdo contatto da un gruppo di Ragazzi, che salivano di buon passo. Il rifornimento in cima è ottimo, prendo un paio di panini e qualche banana e mi butto in discesa. Questa è una vera e propria discesa, 18km infiniti, l’aria è ancora fredda, e quando si arrivo a Cencenighe, dove si attacca il San Tommaso, lamento un po’ di indurimenti muscolari sulle prime rampe. Ma per fortuna dopo pochi minuti, tutto passa, e questi 4km di salita finiscono in fretta. Bello anche la partecipazione del pubblico di casa, che incita i corridori…

Dopo qualche km di saliscendi, e di pianura, dove si costeggia il lago di Alleghe, si giunge a Caprile: è qui il bivio Lungo-Medio. Ovviamente, senza pensarci su due volte, svolto a destra ed inizio la prima parte del Giau. Il sole è alto, fa caldo e la gamba gira ancora bene, salgo quindi di buon passo, in solitaria. Arrivo velocemente a Selva di Cadore, da cui, dopo un breve tratto di discesa, inizia il vero Giau: 10,5km dove le pendenze raramente scendono sotto il 9%. Già dalle prime rampe mi rendo conto che il 25 è troppo duro. Cerco di mantenere un buon ritmo, ma non è facile. Negli ultimi km mi raggiunge un ciclista esterno alla gara, si offre di farmi il ritmo, ma dopo pochi metri mi rendo conto che andrei troppo fuori giri: mi mancano Falzarego e Fedaia, meglio non esagerare. Lo ringrazio e proseguo del mio passo.

In cima, la temperatura si è abbassata notevolmente: anche qui c’è la neve, il celo è coperto, e c’è già qualche ammirevole tifoso ad attendere i prof del giorno dopo. Al ristoro prendo da mangiare, ma faccio l’errore di attendere al fine della discesa prima di mettere in bocca qualcosa.

Infatti, quando attacco il Falzarego, sono in riserva! Mangio faticosamente panini e barrette, ma la gamba non ne vuol sapere di riprendersi. Per fortuna le pendenze non sono proibitive, anzi, però perdo parecchie posizioni, senza riuscire a rispondere come voglio. In fondo bisogna dire che qui si è già percorso più di 110km ed affrontato 4 salite! Bisogna anche aggiungere che fa freddo, il sole ormai è solo un lontano ricordo, e qualche goccia di pioggia comincia a scendere. Per fortuna il tempo tiene, e posso affrontare con tranquillità i 20 km di discesa prima dell’erta finale, durante i quali continuo ad alimentarmi…

Finalmente arrivo a Caprile, una breve sosta al rifornimento per riempire le borraccie, ed iniziano gli ultimi 15km. Prima di affrontare il vero Fedaia, ci sono 7km di leggera salita, che mi innervosiscono, soprattutto perché sento che la gamba è appesantita. Passo l’abitato di Sottoguida, e accompagnato dall’incitamento di alcuni spettatori, inizio affrontare le prime rampe al 11%. Passati un paio di piccoli tornanti e ritornato sulla strada principale, mi trovo di fronte il dirittone di 2,5km! Non finisce mai, la pedalata è pesante, ma per fortuna c’è sempre qualcuno che incita. Una volta finito mancano ancora altri 2,6km. Ma anche questi, nonostante le curve ed i tornanti, sono infiniti, le pendenze sono sempre molto alte, e non permette di rifiatare. L’unica consolazione, è che nonostante l’azione non sia brillante, riesco a guadagnare qualche posizione. Passando sotto lo striscione dell’ultimo km, si ha l’illusione di aver finito: ma finisce subito! Infatti mi trovo davanti ancora un rampone al 15%, che sembra messo il apposta per darti la mazzata finale. Tengo duro, dopo gli ultimi sudatissimi 300m la strada gira a destra, e con estrema soddisfazione passo sotto lo striscione dell’arrivo. Non so come, ma trovo anche la forza di esultare. La soddisfazione di aver portato a termine una prova del genere, spazza via la stanchezza, e la fatica.

Voglio fare i complimenti alla Gazzetta per l’ottima organizzazione e ringraziarli per questa opportunità.