"Il segreto è fare tutto come se vedessi solo il Sole. Elisa"
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lunedì 7 aprile 2014
mercoledì 19 marzo 2014
lunedì 29 luglio 2013
domenica 14 luglio 2013
mercoledì 26 giugno 2013
martedì 25 giugno 2013
domenica 16 giugno 2013
sabato 18 maggio 2013
giovedì 18 aprile 2013
domenica 27 gennaio 2013
mercoledì 21 novembre 2012
lunedì 24 settembre 2012
venerdì 31 agosto 2012
martedì 8 maggio 2012
venerdì 14 ottobre 2011
sabato 24 settembre 2011
Le Mont Venoux ci presenta il Mistral!
Andare sul Mont Ventoux non è mai banale. Qualsiasi cosa succeda, è sempre una giornata speciale, che si ricorderà per sempre.
Me lo ricordavo bellissimo, con la sua cima bianca e sassosa, che faceva da contrasto al cielo blu. Allora era una bellissima giornata di sole e calda.
Me lo ricordavo bellissimo, con la sua cima bianca e sassosa, che faceva da contrasto al cielo blu. Allora era una bellissima giornata di sole e calda.
lunedì 29 agosto 2011
Il Mangart
Il Mangàrt non è una semplice salita, ma molto molto di più. Mi è stata segnalato da un amico, Giampaolo alias “Hard Climber”, che ringrazio vivamente per questa dritta!
E’ la cima più alta della catena delle Alpi Giulie, infatti siamo nella Slovenia del nord, sul confine tra l’Italia e l’Austria.
Tecnicamente la salita, inizia a Lod Pod Mangatom (ma già da Bovec si inizia a salire), misura 21km per quasi 1500mt di dislivello, si arriva a quota 2084, ed è impegnativa con punti sopra al 10%. E’ a fondo cieco, che per una qualsiasi salita è un grosso limite, ma non per questa, grazie anche ad un anello terminale posto sulla cima.
Ma non sono i dati tecnici a renderla particolare. E’ l’ambientazione che la circonda e i panorami mozzafiato. Sembra di salire verso il cielo. La strada è stretta, d’altri tempi, in alcuni tratti è scavata nella roccia e a picco sul nulla. Ci sono anche cinque gallerie scavate nella montagna, che non fanno altro che aumentare il fascino dell’impresa.
Non è una salita per tutti, bisogna avere la pazienza di gustarla e di scoprirla, tornante dopo tornante, curva dopo curva.
La sosta in cima è d’obbligo. Verso sud, tra le montage, si può vedere il mare. Verso nord, lasciando la strada e la bici per salire a piedi pochi metri, si viene ricompensati da un panorama mozzafiato sui laghi di Fusine e altre grandi montagne all’orizzonte.
Questa salita, o meglio, questa montagna fino a qualche giorno fa era a me ignota, oggi è tra le più belle che io abbia mai fatto!
Volendo si può effettuare un anello circolare (che non ho fatto), che attraversa tre paesi Europei: Italia, Austria, Slovenia. A 11km dalla vetta, c’è il bivio verso il Passo Predil, dove ancora si trova la vecchia dogana tra Italia e Slovenia, da cui si può scendere dapprima verso il Lago del Predil (molto bello) e successivamente verso Tarvisio (ITA) quindi, Amoldstein (AU), Radendorf (AU), Vuzner Pass (AU), Kranijska Gora (SLO) e Vrsic Pass (SLO) (anche se la stessa fonte dice che il versante più bello è quello da Bovec) e tornare a Bovec, per un totale di 130km e circac 5000mt dislivello. [ Ipotetica Traccia su Tracks4bikers]
Mangàrt da Lod Pod Mangartom
Mangàrt da bv Predil
mercoledì 10 agosto 2011
Pian dell'Armà e Castello di Oramala
Che la bici sia il miglior mezzo per entrare in contatto con ciò che ci circonda non lo scopro oggi. Però ogni volta, resto meravigliato da quanto possa regalare un semplice strumento a due ruote.
Domenica mattina, il meteo non promette nulla di buono. Verificate le previsioni su internet, si decide di andare a Varzi nell’Oltrepò Pavese. L’idea è di evitare i classici, Penice, Brallo e Carmine, e di salire verso Pey (meta segnalatami tempo fa dal mio amico Andrea, che ringrazio per la dritta!). Non c’è tempo per documentarsi ulteriormente, si parte subito per Varzi!
La partenza del giro in bici, viene casualmente spostata nel piccolo abitato di Moglie e prima di arrivare a Varzi, passiamo da Pizzocorno. Si capisce da subito che il giro sarà una sorta di scoperta del territorio a noi poco conosciuto.
Poco dopo Casanova inizia la vera salita della giornata: Pian dell’Armà, una bellissima scoperta!
La salita è lunga 16km per 900mt di dislivello, irregolare, con alcuni punti in doppia cifra. Il traffico è inesistente, l’ambientazione selvaggia. Il panorama offre una vista sulla vallata del fiume Staffora, e di fronte si può ammirare il Monte Lesima facilmente riconoscibile dall’enorme Radar costruito sulla sua cima.
Una volta scolinati, al bivio per Capannette di Pey, decidiamo di scendere verso Varzi, ignorando totalmente che siamo sul confine tra la Lombardia e l’Emilia Romanga, e che a neanche due km, c’è il vero scollinamento che porta in Piemonte: il Passo Capanne di Cosola.
Prima di scendere definitivamente verso Casale Staffora, facciamo una sosta al Passo Giovà, un vero e proprio crocevia di strade, da cui ci si può dirigere verso il Monte Lesima e Passo del Brallo restando in quota.
Unico neo di queste strade poco trafficate è l’asfalto vecchio e la sporcizia, quindi bisogna stare attenti soprattutto in discesa.
Una volta a Varzi, giriamo per il Castello di Oramala. Una “salitella” di 4km, irregolare con punte al 15%. Questa variante ci permette di rientrare all’auto (a Moglie) completando un anello immerso nella campagna, pieno di aspri saliscendi, ed evitare la strada statale principale.
Visualizzazione ingrandita della mappa
martedì 19 aprile 2011
Valcava e Culmine San Pietro
Decido di partire da casa in bici. Non ho voglia di prendere la macchina, quindi modifico il programma all’ultimo nel giro con Valcava e la Culmine San Pietro.
Giungo con calma a Cisano B. Poi salgo verso Torre de Busì dove inizia la Valcava che ormai la conosco a memoria. L’affronto con calma, in agilità. Nonostante ciò sul tratto duro fatico, molto, e capisco che non sono in giornata.
Sceso a Ponte Giurino, e risalgo a Berbenno via Ceresola (5,1km). Anche qui agilità è d’obbligo. La giornata è ancora lunga e non so bene quanta benzina ho. Sceso a Brembilla risalgo alla Forcella del Bura (11km), che nonostante sia molto pedalabile, la stanchezza comincia ad avanzare.
A Vedeseta, evito di scendere a San Giovanni Bianco, per poi risalire, troppe le percezioni negative. Mi spiace perchè il tratto tra le gole mi piace molto. La scelta si rileva corretta. Sul tratto che porta ad Avolasio, intorno al 9% medio, faccio veramente fatica e alla Culmine San Pietro finalente tiro il fiato.
Da qui mi aspetta solo discesa e pianura, apparentemente facile. Così non sarà. Il vento, mai a favore, accentua ulteriormente l’affaticamento e a Calolziocorte scarto l’idea di salire ancora a Carenno, troppo stanco, per oggi basta così.
Anche questa è stata una saggia decisione, visto che da Imbersago in poi, difficilmente supero i 30km/h.
Per concludere termino il giro di 190km e 3.150 metri dislivello in 8 ore. La media è veramente bassa, sintomo che la stanchezza avvertita la mattina precedente non è ancora passata. Lo verifico anche guardando i dati del giro effettuato in bergamasca il 9 marzo: rispetto a quel giorno ci sono 400mt dislivello in meno e la media è molto più bassa.
Giungo con calma a Cisano B. Poi salgo verso Torre de Busì dove inizia la Valcava che ormai la conosco a memoria. L’affronto con calma, in agilità. Nonostante ciò sul tratto duro fatico, molto, e capisco che non sono in giornata.
Sceso a Ponte Giurino, e risalgo a Berbenno via Ceresola (5,1km). Anche qui agilità è d’obbligo. La giornata è ancora lunga e non so bene quanta benzina ho. Sceso a Brembilla risalgo alla Forcella del Bura (11km), che nonostante sia molto pedalabile, la stanchezza comincia ad avanzare.
A Vedeseta, evito di scendere a San Giovanni Bianco, per poi risalire, troppe le percezioni negative. Mi spiace perchè il tratto tra le gole mi piace molto. La scelta si rileva corretta. Sul tratto che porta ad Avolasio, intorno al 9% medio, faccio veramente fatica e alla Culmine San Pietro finalente tiro il fiato.
Da qui mi aspetta solo discesa e pianura, apparentemente facile. Così non sarà. Il vento, mai a favore, accentua ulteriormente l’affaticamento e a Calolziocorte scarto l’idea di salire ancora a Carenno, troppo stanco, per oggi basta così.
Anche questa è stata una saggia decisione, visto che da Imbersago in poi, difficilmente supero i 30km/h.
Per concludere termino il giro di 190km e 3.150 metri dislivello in 8 ore. La media è veramente bassa, sintomo che la stanchezza avvertita la mattina precedente non è ancora passata. Lo verifico anche guardando i dati del giro effettuato in bergamasca il 9 marzo: rispetto a quel giorno ci sono 400mt dislivello in meno e la media è molto più bassa.
Il Resegone
lunedì 28 marzo 2011
Giro fra Bergamasca e Lecchese
Finalmente una bellissima giornata di primavera: tanto sole e temperature miti!
Partiamo da Carnate in 5, verso la Bergamasca, di buon passo.
In sucessione affrontiamo:
- Valsecca o Costa Valle Imagna da S. Omobono Terme
- Valcava da Costa Valle Imagna
- Carenno da Sopracornola
- Galbiate da Pescate
- Colle Brianza da Galbiate
- Sirtori da Perego
E’ stato un vero piacere tornare a pedalare con Gabriele & C. e mi auguro che ciò riaccada presto.
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