"Il segreto è fare tutto come se vedessi solo il Sole. Elisa"
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sabato 31 dicembre 2011
sabato 29 ottobre 2011
martedì 4 ottobre 2011
sabato 24 settembre 2011
Le Mont Venoux ci presenta il Mistral!
Andare sul Mont Ventoux non è mai banale. Qualsiasi cosa succeda, è sempre una giornata speciale, che si ricorderà per sempre.
Me lo ricordavo bellissimo, con la sua cima bianca e sassosa, che faceva da contrasto al cielo blu. Allora era una bellissima giornata di sole e calda.
Me lo ricordavo bellissimo, con la sua cima bianca e sassosa, che faceva da contrasto al cielo blu. Allora era una bellissima giornata di sole e calda.
martedì 20 settembre 2011
La mia "Les Bosses du 13"
Les Bosses du 13, ovvero, le salite del 13° dipartimento.
Un’ "invenzione" di Mario, il nostro Presidente. Ha voluto fortemente la partecipazione della squadra, a questo evento d’oltralpe. Ha avuto ragione: la nostra Isa, è si è classificata prima tra le donne nel percorso lungo, ed il Team ha portato a casa la classifica a squadre!
Il meteo non è dei migliori. Già durante i preparativi pregara piove forte. Durante, minacciosi nuvoloni restano li impietosi ad “osservarci” dall’alto (verso i basso), punzecchiandoci di tanto in tanto.
venerdì 16 settembre 2011
lunedì 12 settembre 2011
Giro in Tremezzina sul Passo della Cava
Nonstante un weekend pieno di impegni personali, che prevedevano un altro a km 0, la voglia di bici ad un certo punto ha avuto il sopravvento. Era da tempo che non sentivo sensazione, ed è stato un vero piacere riuscire ad assecondarla, anche se solo per un paio d’ore.
lunedì 5 settembre 2011
Granfondo Colnago: una fantastica giornata di pioggia!
Dopo due mesi di quasi totale inattività ciclistica, mi ritrovo in griglia a Piacenza, solo per Prestigiosi motivi di squadra.
Non ho nessuna velleità agonistica. Rimango quindi in fondo al gruppo con alcuni della squadra.
Non è una gara che mi piace, dopo averla fatta per la prima volta nel 2007, ci sono tornato solo lo scorso anno, "grazie" alla coppa lombardia e quest'anno.
mercoledì 10 agosto 2011
Pian dell'Armà e Castello di Oramala
Che la bici sia il miglior mezzo per entrare in contatto con ciò che ci circonda non lo scopro oggi. Però ogni volta, resto meravigliato da quanto possa regalare un semplice strumento a due ruote.
Domenica mattina, il meteo non promette nulla di buono. Verificate le previsioni su internet, si decide di andare a Varzi nell’Oltrepò Pavese. L’idea è di evitare i classici, Penice, Brallo e Carmine, e di salire verso Pey (meta segnalatami tempo fa dal mio amico Andrea, che ringrazio per la dritta!). Non c’è tempo per documentarsi ulteriormente, si parte subito per Varzi!
La partenza del giro in bici, viene casualmente spostata nel piccolo abitato di Moglie e prima di arrivare a Varzi, passiamo da Pizzocorno. Si capisce da subito che il giro sarà una sorta di scoperta del territorio a noi poco conosciuto.
Poco dopo Casanova inizia la vera salita della giornata: Pian dell’Armà, una bellissima scoperta!
La salita è lunga 16km per 900mt di dislivello, irregolare, con alcuni punti in doppia cifra. Il traffico è inesistente, l’ambientazione selvaggia. Il panorama offre una vista sulla vallata del fiume Staffora, e di fronte si può ammirare il Monte Lesima facilmente riconoscibile dall’enorme Radar costruito sulla sua cima.
Una volta scolinati, al bivio per Capannette di Pey, decidiamo di scendere verso Varzi, ignorando totalmente che siamo sul confine tra la Lombardia e l’Emilia Romanga, e che a neanche due km, c’è il vero scollinamento che porta in Piemonte: il Passo Capanne di Cosola.
Prima di scendere definitivamente verso Casale Staffora, facciamo una sosta al Passo Giovà, un vero e proprio crocevia di strade, da cui ci si può dirigere verso il Monte Lesima e Passo del Brallo restando in quota.
Unico neo di queste strade poco trafficate è l’asfalto vecchio e la sporcizia, quindi bisogna stare attenti soprattutto in discesa.
Una volta a Varzi, giriamo per il Castello di Oramala. Una “salitella” di 4km, irregolare con punte al 15%. Questa variante ci permette di rientrare all’auto (a Moglie) completando un anello immerso nella campagna, pieno di aspri saliscendi, ed evitare la strada statale principale.
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lunedì 8 agosto 2011
Per iniziare, un pò di salite!
Ormai era un mese che non facevo un’uscita degna di nota. Il mio silenzio non è stato casuale. Avevo bisogno di staccare, di ricaricare le pile, di ritrovare il giusto entusiasmo.
Storicamente il mese di luglio è sempre stato molto attivo, giri lunghi, salie, valichi e passi inanellati uno dietro l’altro. Ma quest’anno ci sono arrivato troppo stanco, sopratutto di testa, e ho dovuto staccare.
E sabato, finalmente, abbiamo messo insieme, un bel giro, non tanto da un punto di vista panoramico, ma da un punto di vista tecnico.
Partiti da Pusiano, abbiamo scalato in successione, Alpe Vicerè, Civiglio, Brunate (da bv Civiglio) e La Colma di Sormano da Nesso. Per un totale di 108km e 2680 mt dislivello.
Sulla Vicerè ho provato il tempo, giusto per vedere come ero messo: direi maluccio, tanta fatica e due minuti e mezzo in più rispetto al mio best time. In pratica al momento mi mancano quasi 200mt di VAM. Anche sulla Nesso, dove sono salito regolare, ho riscontrato lo stesso gap.
Nonostante ciò sono soddisfatto del giro, era troppo tempo che non pedalavo in un certo modo, e non ho di certo pretese. Anche il meteo ci ha dato una mano, nonostante nuvoloni minacciosi che si aggiravano sopra le nostre teste, ci hanno risparmiato.
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Storicamente il mese di luglio è sempre stato molto attivo, giri lunghi, salie, valichi e passi inanellati uno dietro l’altro. Ma quest’anno ci sono arrivato troppo stanco, sopratutto di testa, e ho dovuto staccare.
E sabato, finalmente, abbiamo messo insieme, un bel giro, non tanto da un punto di vista panoramico, ma da un punto di vista tecnico.
Partiti da Pusiano, abbiamo scalato in successione, Alpe Vicerè, Civiglio, Brunate (da bv Civiglio) e La Colma di Sormano da Nesso. Per un totale di 108km e 2680 mt dislivello.
Sulla Vicerè ho provato il tempo, giusto per vedere come ero messo: direi maluccio, tanta fatica e due minuti e mezzo in più rispetto al mio best time. In pratica al momento mi mancano quasi 200mt di VAM. Anche sulla Nesso, dove sono salito regolare, ho riscontrato lo stesso gap.
Nonostante ciò sono soddisfatto del giro, era troppo tempo che non pedalavo in un certo modo, e non ho di certo pretese. Anche il meteo ci ha dato una mano, nonostante nuvoloni minacciosi che si aggiravano sopra le nostre teste, ci hanno risparmiato.
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venerdì 8 luglio 2011
Coppa Lombardia 2011: Cala il sipario...
Con la Giordana è terminata la C.L. e da qualche giorno sono uscite le classifiche finali.
La rincorsa alla decima piazza di categoria non è andata a buon fine. Finisco dodicesimo.
È sicuramente un buon risultato, ma non faccio i salti di gioia: è un altro obiettivo di stagione che mi sfugge di "poco".
Sono comunque sereno, più di così quest'anno non era possibile fare. E poi non si può sempre "vincere", le sconfitte fanno parte del gioco, e da esse si può imparare, correggere e ripartire. Con questo non voglio dire che l'anno prossimo riparteciperò alla Coppa Lombardia, ma mi auguro in futuro di avere un'altra occasione per poterla fare come si deve.
Il bilancio dopo due partecipazioni lo reputo comunque positivo, posso dire che oltre a faticare, mi sono anche divertito, e confrontato con me stesso e gli altri. Sano Agonismo.
Sarò comunque presente alla cena di metà ottobre, per festeggiare i miei compagni, ed altri amici, che si sono piazzati.
Infine vorrei fare i miei complimenti alla mia compagna di squadra Isa che si è piazzata seconda nella sua categoria e ha anche indossato la maglia rosa!!!
La rincorsa alla decima piazza di categoria non è andata a buon fine. Finisco dodicesimo.
È sicuramente un buon risultato, ma non faccio i salti di gioia: è un altro obiettivo di stagione che mi sfugge di "poco".
Sono comunque sereno, più di così quest'anno non era possibile fare. E poi non si può sempre "vincere", le sconfitte fanno parte del gioco, e da esse si può imparare, correggere e ripartire. Con questo non voglio dire che l'anno prossimo riparteciperò alla Coppa Lombardia, ma mi auguro in futuro di avere un'altra occasione per poterla fare come si deve.
Il bilancio dopo due partecipazioni lo reputo comunque positivo, posso dire che oltre a faticare, mi sono anche divertito, e confrontato con me stesso e gli altri. Sano Agonismo.
Sarò comunque presente alla cena di metà ottobre, per festeggiare i miei compagni, ed altri amici, che si sono piazzati.
Infine vorrei fare i miei complimenti alla mia compagna di squadra Isa che si è piazzata seconda nella sua categoria e ha anche indossato la maglia rosa!!!
mercoledì 29 giugno 2011
La Marmotte: ci sono...
Due erano le Gran Fondo che anni fa sognavo di partecipare. Una era la GF Pantani che è stato molto facile prendervi parte, essendo molto vicino a casa. Meno è stato portare a termine in 5 lunghi...
La seconda era La Marmotte!
Una granfondo di prestigio, di livello internazionale che non ha bisogno di presentazioni!
175km da percorrere e ben 5 mitiche salite che hanno fatto la storia del Tour de France:
Col du Glandon
Col du Télégraphe
Col du Galibier
Alpe d'Huez
Per quattro anni mi è sfuggita, ma questo sembra essere l'anno buono: sabato mattina ore 7.50 a Bourge d'Oisans inizierà l'avventura!
Ci tengo a dirlo, questo è stato solo grazie al Cassinis ed al suo generoso Presidente Mario, che a Novembre, ha accettato di buon grado di iscrivermi insieme ai suoi ragazzi, nonostante fossi un Pianeta Bici e nulla faceva pensare che potessi cambiare maglia.
Sarà l'ultimo atto di questa prima intensa parte di stagione, e sarà onorata come si deve.
L'obiettivo che mi sono prefissato è molto difficile da centrare, quasi utopico: 7 ore!
Sono matto? Lo so, ma ci proverò fino in fondo...
Stay Connected!
La seconda era La Marmotte!
Una granfondo di prestigio, di livello internazionale che non ha bisogno di presentazioni!
175km da percorrere e ben 5 mitiche salite che hanno fatto la storia del Tour de France:
Col du Glandon
Col du Télégraphe
Col du Galibier
Alpe d'Huez
Per quattro anni mi è sfuggita, ma questo sembra essere l'anno buono: sabato mattina ore 7.50 a Bourge d'Oisans inizierà l'avventura!
Ci tengo a dirlo, questo è stato solo grazie al Cassinis ed al suo generoso Presidente Mario, che a Novembre, ha accettato di buon grado di iscrivermi insieme ai suoi ragazzi, nonostante fossi un Pianeta Bici e nulla faceva pensare che potessi cambiare maglia.
Sarà l'ultimo atto di questa prima intensa parte di stagione, e sarà onorata come si deve.
L'obiettivo che mi sono prefissato è molto difficile da centrare, quasi utopico: 7 ore!
Sono matto? Lo so, ma ci proverò fino in fondo...
Stay Connected!
giovedì 9 giugno 2011
La Vigneti Oltrepò Marathon
La Vigneti si trasforma improvvisamente nella mia migliore prestazione di quest’anno. Sono incredulo considerando la pochissima voglia di partecipare a questa gara, e che non digerisco questi percorsi.
La partenza è stato un vero e proprio schiaffo. Non ero proprio mentalmente pronto a menare a tutta. Ho faticato parecchio i primi km, e sono andato decisamente al di sotto delle mie possibilità. I primi strappi mi mettono veramente in difficoltà.
Arrivo a Casa Marchese, dopo 70km, nel gruppone insieme a Isa, maglia rosa e mia compagna di squadra, Alberto, il suo prezioso gregario, e al mio amico Leo, che non vedevo dalla vacanza francese: rientra da dietro, e va come un treno, complimenti, e grazie per la borraccia!
Ed è proprio a Casa Marchese che decido di cambiare la mia corsa: inizio la salita forte. Leo mi segue, ed insieme ad tre/quattro formiamo un gruppetto, che mi metteno in difficoltà. Finisco il trittico Zavattarello, Pietragavina e Tre Passi in crescendo. Sul quest’ultima, grazie anche alle forti pendenze guadagno parecchie posizioni (questa è la migliore parte della gara).
Scollino in solitaria, ma tiro dritto, senza aspettare nessuno. Al massimo mi prendono, e infatti verrò raggiunto da un pazzoide, che ogni curva a sinistra invade l’altra carreggiata, (me ne guardo bene di imitarlo!), e in due andiamo via benissimo (raggiungendo e superando anche qualche gruppetto).
Quindi il Carmine. Salita facile, e anche qui vado e scollino da solo. Dietro c’è un piccolo gruppetto, non ci penso proprio a rialzarmi e affronto ancora da solo i successivi saliscendi, fino all’inizio dell’ultima discesa. E’ poco il vantaggio, ma sto molto bene, e preferisco provare a tenerli dietro.
Però in quest’ultima discesa stecco una curva e vado a sbattere. Peccato. Per fortuna, riesco a riprendere velocemente, la bici non si è fatta nulla, ed io ho “solo” preso una gran botta alla spalla sx (che ancora oggi mi fa male). Ovviamente il gruppo in questione mi passa, ed io per poco non riesco a rientrarci. Finita la discesa li vedo li poco avanti, ma non riesco proprio a scattare (per il mal di spalla) per rientrare.
Li tengo comunque li per cinque km, poi mollo. Chiudo la prova in 3h 40’, 119° assoluto, soddisfatto.
Nel frattempo sono anche uscite le classifiche aggiornate di Coppa Lombardia: se alle Alpi mi è andata male per la foratura, ai Vigneti mi è andata benissimo, la caduta poteva avere conseguenze molto peggiori. Il risultato è che mi trovo ad affrontare la GF Giordana dalla 14° posizione di categoria. Con i se e con i ma non si va da nessuna parte: cercherò di affrontare la Ex Pantani al meglio, solo dopo si tireranno le dovute conclusioni.
mercoledì 1 giugno 2011
Nove Colli 2011
(Con un pò di ritardo....)
Per me è una gara da onorare e da vivere. L'atmosfera che la circonda è unica, magica. Sapevo quali erano i miei obiettivi e limiti, ed ho cercato di star il più sereno possibile, ma man mano che le ore passavano mi sentivo sempre più nervoso. Cosa insolita.
La mattina ore 5:15 sono in griglia. Bella la sensazione di posizionarmi oltre il cavalcavia: per la prima volta parto dalla rossa. Mi trovo con i miei compagni di team, Alberto ed Isa. Faccio i complimenti ad Alberto, per la sua prova superba, ha chiuso in sole 6h 38', una moto!
Partenza non eccessivamente forte, adatta al mio ritmo. Dopo 18km perdo il sensore di velocita. Mi fermo inutilmente nel tentativo di recuperarlo. Da qui in poi sono al buio di qualsiasi dato tecnico, per fortuna conosco bene il percoso. Forse è un bene, le sensazioni non sono buonissime.
Continuo a sentirmi nervoso e non riesco a concentrarmi. Così i primi due colli. Poi sul Ciola decido di iniziare ad alzare il ritmo: mi rendo conto che è una pazzia, ma tanto che ho da perdere? Allo stesso modo affronto sul Barbotto, Montetiffi e Perticara. Fa caldo, ma non eccessivo, mi sembra ti tenere abbastanza bene.
Poi arriva il Pugliano: anche qui riesco ad avvantaggiarmi sul gruppo con cui la inizio, ma inizio a sentire la stanchezza. La Stanchezza che condiziona l'ascesa al Passo Siepi, si trasforma in pesantezza sull'inedito dente che si affronta subito dopo. Tanto da arrivare sul tratto in piano prima del gorolo, a pochi metri da un gruppo al quale invano cerco di agganciarmi, e mi cuocio definitivamente.
Sul nono colle, quindi, sono piantato. Non va meglio nei successivi saliscendi dove soffro maledettamente e non tengo le ruote. Anche l'ultimo tratto in piano diventa infintio, e solo alla vista dell'ultimo cavalcavia mi rivitalizzo un pò, giusto per risalire il gruppo e tentare un'improbabile volata.
Nonostante tutto termino in quasi 7h 3', circa 16' in meno rispetto lo scorso anno. Anche se c'è un pizzico di amarezza per non essere stato sotto le 7h, sono soddisfatto, qui non si inventa nulla, e mi concedo un paio di birrette e la piada con la salamella...
Per me è una gara da onorare e da vivere. L'atmosfera che la circonda è unica, magica. Sapevo quali erano i miei obiettivi e limiti, ed ho cercato di star il più sereno possibile, ma man mano che le ore passavano mi sentivo sempre più nervoso. Cosa insolita.
La mattina ore 5:15 sono in griglia. Bella la sensazione di posizionarmi oltre il cavalcavia: per la prima volta parto dalla rossa. Mi trovo con i miei compagni di team, Alberto ed Isa. Faccio i complimenti ad Alberto, per la sua prova superba, ha chiuso in sole 6h 38', una moto!
Partenza non eccessivamente forte, adatta al mio ritmo. Dopo 18km perdo il sensore di velocita. Mi fermo inutilmente nel tentativo di recuperarlo. Da qui in poi sono al buio di qualsiasi dato tecnico, per fortuna conosco bene il percoso. Forse è un bene, le sensazioni non sono buonissime.
Continuo a sentirmi nervoso e non riesco a concentrarmi. Così i primi due colli. Poi sul Ciola decido di iniziare ad alzare il ritmo: mi rendo conto che è una pazzia, ma tanto che ho da perdere? Allo stesso modo affronto sul Barbotto, Montetiffi e Perticara. Fa caldo, ma non eccessivo, mi sembra ti tenere abbastanza bene.
Poi arriva il Pugliano: anche qui riesco ad avvantaggiarmi sul gruppo con cui la inizio, ma inizio a sentire la stanchezza. La Stanchezza che condiziona l'ascesa al Passo Siepi, si trasforma in pesantezza sull'inedito dente che si affronta subito dopo. Tanto da arrivare sul tratto in piano prima del gorolo, a pochi metri da un gruppo al quale invano cerco di agganciarmi, e mi cuocio definitivamente.
Sul nono colle, quindi, sono piantato. Non va meglio nei successivi saliscendi dove soffro maledettamente e non tengo le ruote. Anche l'ultimo tratto in piano diventa infintio, e solo alla vista dell'ultimo cavalcavia mi rivitalizzo un pò, giusto per risalire il gruppo e tentare un'improbabile volata.
Nonostante tutto termino in quasi 7h 3', circa 16' in meno rispetto lo scorso anno. Anche se c'è un pizzico di amarezza per non essere stato sotto le 7h, sono soddisfatto, qui non si inventa nulla, e mi concedo un paio di birrette e la piada con la salamella...
venerdì 20 maggio 2011
Classifiche di Coppa Lombardia dopo la 4a prova
Sono uscite le classifiche dopo la prova delle Alpi. Non mi aspettavo nulla, ho semplicemente avuto conferma che quest'anno non ne ho abbastanza per entrare nei dieci di categoria. Anche senza la foratura, sarei comunque arrivato fuori dai dieci. Dimostrazione che nulla succede per caso. Serenamente alzo bandiera bianca. Onorerò comunque le prossime due prove, ma senza più troppe menate di classifica.
lunedì 16 maggio 2011
La Vençoise: Ottime notizie dalla Francia!
Tutta un’altra cosa rispetto alle granfondo italiane. Del Team Cassinis Siamo in Sette, ospiti a casa del Presidente. Ci iscriviamo in loco e già il numero è di buon auspicio: 314 (mio mese e giorno di nascita). E’ anche facile intuire che saremo “pochi intimi”.
Si parte dal centro di Vence. L’atmosfera è davvero rilassata, niente a che vedere con l’ansia e aggressività della Coppa Lombardia. Nonstante arriviamo in “griglia”, un quarto d’ora prima della partenza, riesco a inserirmi in buona posizione in griglia.
Pronti via, subito in salita, subito a tutta! Ci sono i 9 km del Col de Vence da spianare. Vado su come posso, un pò limiato dalle residue inutili fatiche della GF Alpi, e un pò dalla colazione non ancora assimilata in toto. Normalmente potrei tenere un ritmo un pò più alto. Dopo i primi 7 km vedo che c’è già un gruppetto di testa di 9 seguito da altri 5-6 (sono circa al km 8).
Al Col de Vence ci raggruppiamo in 3, tiriamo un pò a turno, personalmente, senza ammazzarmi. Siamo ancora all’inizio e meglio preservare le energie. Non c’è un metro di pianura, continui falsopiani che fatti al vento ti logorano senza che te ne accorgi. Non passerà molto, che verremo poi risucchiati da un folto gruppo: qui sto bello coperto e ciò mi permette di recuperare molto bene, e per fortuna man mano che passano i km mi sembra di migliorare.
Passiamo agilmente il Col de Cornille e giugiamo al bivio medio–lungo: come da prassi girano quasi tutti per il corto, e restiamo una ventina. Inizia il Col de Lattes, 6km pendenza massima 4%, non la si può considerare salita, ma fa selezione: sono ancora nella pancia del gruppetto quando vedo due andare via, mi faccio sfilare e con una bella tirata mi accodo. Altri tre faranno lo stesso, ed in sei ci avvantaggiamo.
Quindi il Col deBleine per un’altra scossa: 5km 6-7%, questa è salilta "vera", che si fa sentire nelle gambe. Fino ad un km dalla vetta riesco a stare in contatto visivo di due che salgono apparentemente facile. Scollino solo, e dopo aver perso tempo ad un incrocio mal segnalato, riprendo la “retta via” insieme ad un altri 2. E’ incredibile, nonstante siamo in pochi, trovo sempre qualcuno con cui condividere la strada! Ma è fondamentale, nonostante siamo in discesa, c’è vento contrario, e stare coperto mi permette di risparmiare ancora energie preziose. Intanto il gruppo si allarga un pochino...
Finalmente giungiamo all’inizio dell’ultima salita (Col de Vence da bv D2-D3), la prendo a cannone e saluto la compagnia. Anche questa ha pendenze dolci (intorno al 6%), ma salire forte fa la differenza. Finalmente rivedo i due (insieme ad altri) che mi hanno lasciato indietro sul Col de Bleine, e a fine salita riesco a riaccodarmi: all’arrivo manca ancora un falsopiano, e la discesa verso Vence.
In quota c’è un meteo terribile: nuvole bassissime, poca visibilità, e bagnato come se piovesse. Dopo un primo tentativo andato a vuoto di avvantaggiarmi sul falsopiano, ci riprovo con successo in discesa!
Arrivo in solitaria: con mia enorme sorpresa, la classifica recita 12° assoluto e 2° di Categoria!
Scoprirò poi che è stato l’attacco sferrato in discesa, a permettermi di guadagnare la seconda posizione in categoria, con tanto di premiazione finale!
Ma le sorprese di giornata non finiscono qui: pure la mia compagna di squadra, Barbara, vince la classifica assoluta femminile nel lungo! Incredibile!
Che dire, ce l'ho messa tutta si, ma non sono andato nè più nè meno di altre volte. Semplicemente questa volta la fortuna ha giocato dalla mia. E nello sport ci vuole anche questa.
Un ringraziamento speciale a Mario (il nostro vulcanico Presidente) e Bea che mi hanno invitato e ospitato nella loro bellissima dimora di Tourrettes Sur Lup: è proprio grazie a loro che ho avuto questa incredibile opportunita!
giovedì 12 maggio 2011
Si riparte...
“Fragili, coraggiosi, incoscienti: le discese sono la sfida più estrema. Mario Fossati le chiamò "a tomba aperta": fischio di tubolari e freni sull'orlo dell'abisso. Si muore sul lavoro, da gregari, sempre lontano da casa. Il paradiso di chi corre è in pianura.”
di GIANNI MURA
E’ sempre sottile il confine di rischio, in ogni cosa.
Commoventi, le immagini, della tappa del giorno dopo.
E questa foto, parla da sola.
Non resta che riflettere quando si è in bici, e stare sempre attenti, anche se a volte non basta. Putrtoppo, ne so qualcosa purtroppo.
Il Giro, è una festa, per i corridori, per gli spettatori, per l’Italia, per il Mondo. E poi una Corsa.
E continueranno a correre i ragazzi, con qualcosa in più nel cuore.
Commoventi, le immagini, della tappa del giorno dopo.
E questa foto, parla da sola.
Non resta che riflettere quando si è in bici, e stare sempre attenti, anche se a volte non basta. Putrtoppo, ne so qualcosa purtroppo.
Il Giro, è una festa, per i corridori, per gli spettatori, per l’Italia, per il Mondo. E poi una Corsa.
E continueranno a correre i ragazzi, con qualcosa in più nel cuore.
lunedì 9 maggio 2011
GF Alpi: che peccato...
Della Gran Fondo delle Alpi 2011 mi rimarrà il bellissimo gesto di Fabrizio C., che vedendomi fermo a bordo strada alle prese con una foratura, senza pensarci su due volte, si ferma e mi da la sua ruota per terminare la gara. Lui si stava facendo una “sgambata”, in ripresa dopo l’incidente subito un mesetto fa.
Fino alla foratura, all’attacco della salita di Triangia, era andata benissimo: dalla partenza in prima griglia, all’ever evitato cadute in gruppo, all’aver iniziato il santa Santa Cristina con il gruppo di testa. Poi ci avevo messo del mio, con il Santa Cristina, salito forte (un minuto in meno dello scorso anno!), e le successive salite di Teglio e Ponchiera in testa al gruppo (che si era formato a fine discesa dell’Aprica) e con cui prevedevo di arrivare all’arrivo (arrivato tra l'89a e 102a posizione assoluta). In verità sulla Teglio avevo provato anche ad avvantaggiarmi, ma la gamba, giustamente affaticata, non mi ha permesso di fare la differenza che volevo.
Quindi la foratura (e la camera d’aria di riserva difettosa!). Una volta ripartito, ovviamente non avevo più quella verve agonistica, e me ne sono rientrato a Sondrio mesto (e in solitaria, per scelta), non tanto per la foratura in se (fa parte del gioco), ma per l’essere uscito definitivamente dalla classifica di categoria di coppa. Ovviamente non è per questo che non ci riuscirò ad entrare nei primi dieci, la categoria è veramente molto forte.
La nota positiva, è che la condizione è constante in crescita, speriamo di far meglio nelle prossime gare.
Fino alla foratura, all’attacco della salita di Triangia, era andata benissimo: dalla partenza in prima griglia, all’ever evitato cadute in gruppo, all’aver iniziato il santa Santa Cristina con il gruppo di testa. Poi ci avevo messo del mio, con il Santa Cristina, salito forte (un minuto in meno dello scorso anno!), e le successive salite di Teglio e Ponchiera in testa al gruppo (che si era formato a fine discesa dell’Aprica) e con cui prevedevo di arrivare all’arrivo (arrivato tra l'89a e 102a posizione assoluta). In verità sulla Teglio avevo provato anche ad avvantaggiarmi, ma la gamba, giustamente affaticata, non mi ha permesso di fare la differenza che volevo.
Quindi la foratura (e la camera d’aria di riserva difettosa!). Una volta ripartito, ovviamente non avevo più quella verve agonistica, e me ne sono rientrato a Sondrio mesto (e in solitaria, per scelta), non tanto per la foratura in se (fa parte del gioco), ma per l’essere uscito definitivamente dalla classifica di categoria di coppa. Ovviamente non è per questo che non ci riuscirò ad entrare nei primi dieci, la categoria è veramente molto forte.
La nota positiva, è che la condizione è constante in crescita, speriamo di far meglio nelle prossime gare.
martedì 3 maggio 2011
Totali Aprile 2011
Tra alti e bassi, Aprile è in Archivio.
Totali di Aprile:
16 uscite (di cui 2 GF)
1.340km percorsi
16.000mt dislivello.
Da Gennaio, 3.930km e 46.000mt
Totali di Aprile:
16 uscite (di cui 2 GF)
1.340km percorsi
16.000mt dislivello.
Da Gennaio, 3.930km e 46.000mt
martedì 19 aprile 2011
Valcava e Culmine San Pietro
Decido di partire da casa in bici. Non ho voglia di prendere la macchina, quindi modifico il programma all’ultimo nel giro con Valcava e la Culmine San Pietro.
Giungo con calma a Cisano B. Poi salgo verso Torre de Busì dove inizia la Valcava che ormai la conosco a memoria. L’affronto con calma, in agilità. Nonostante ciò sul tratto duro fatico, molto, e capisco che non sono in giornata.
Sceso a Ponte Giurino, e risalgo a Berbenno via Ceresola (5,1km). Anche qui agilità è d’obbligo. La giornata è ancora lunga e non so bene quanta benzina ho. Sceso a Brembilla risalgo alla Forcella del Bura (11km), che nonostante sia molto pedalabile, la stanchezza comincia ad avanzare.
A Vedeseta, evito di scendere a San Giovanni Bianco, per poi risalire, troppe le percezioni negative. Mi spiace perchè il tratto tra le gole mi piace molto. La scelta si rileva corretta. Sul tratto che porta ad Avolasio, intorno al 9% medio, faccio veramente fatica e alla Culmine San Pietro finalente tiro il fiato.
Da qui mi aspetta solo discesa e pianura, apparentemente facile. Così non sarà. Il vento, mai a favore, accentua ulteriormente l’affaticamento e a Calolziocorte scarto l’idea di salire ancora a Carenno, troppo stanco, per oggi basta così.
Anche questa è stata una saggia decisione, visto che da Imbersago in poi, difficilmente supero i 30km/h.
Per concludere termino il giro di 190km e 3.150 metri dislivello in 8 ore. La media è veramente bassa, sintomo che la stanchezza avvertita la mattina precedente non è ancora passata. Lo verifico anche guardando i dati del giro effettuato in bergamasca il 9 marzo: rispetto a quel giorno ci sono 400mt dislivello in meno e la media è molto più bassa.
Giungo con calma a Cisano B. Poi salgo verso Torre de Busì dove inizia la Valcava che ormai la conosco a memoria. L’affronto con calma, in agilità. Nonostante ciò sul tratto duro fatico, molto, e capisco che non sono in giornata.
Sceso a Ponte Giurino, e risalgo a Berbenno via Ceresola (5,1km). Anche qui agilità è d’obbligo. La giornata è ancora lunga e non so bene quanta benzina ho. Sceso a Brembilla risalgo alla Forcella del Bura (11km), che nonostante sia molto pedalabile, la stanchezza comincia ad avanzare.
A Vedeseta, evito di scendere a San Giovanni Bianco, per poi risalire, troppe le percezioni negative. Mi spiace perchè il tratto tra le gole mi piace molto. La scelta si rileva corretta. Sul tratto che porta ad Avolasio, intorno al 9% medio, faccio veramente fatica e alla Culmine San Pietro finalente tiro il fiato.
Da qui mi aspetta solo discesa e pianura, apparentemente facile. Così non sarà. Il vento, mai a favore, accentua ulteriormente l’affaticamento e a Calolziocorte scarto l’idea di salire ancora a Carenno, troppo stanco, per oggi basta così.
Anche questa è stata una saggia decisione, visto che da Imbersago in poi, difficilmente supero i 30km/h.
Per concludere termino il giro di 190km e 3.150 metri dislivello in 8 ore. La media è veramente bassa, sintomo che la stanchezza avvertita la mattina precedente non è ancora passata. Lo verifico anche guardando i dati del giro effettuato in bergamasca il 9 marzo: rispetto a quel giorno ci sono 400mt dislivello in meno e la media è molto più bassa.
Il Resegone
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